Ti hanno mai detto..sei stonato? | voce

images-4Vi è mai capitato

  di sentirvi dire…lascia perdere sei stonato!?  Oppure..tu non canterai mai, non sai cantare, sei una campana ecc ecc.

 

Affermazioni importanti che vi assicuro..lasciano il segno. Iniziamo col dire che nessuno nasce “stonato” , anzi il piccolo, già dentro la pancia della mamma è molto sensibile ai suoni! Il suono più bello per il feto? Senz’altro la voce della mamma, non me ne vogliano i papà ma ahimè,  la loro voce arriva in maniera secondaria, anche perché la donna in gravidanza è come un canguro con il suo marsupio, dove va lei va il feto!

Il bimbo nasce, cresce e inizia i primi vocalizzi, ma, pa, pe, ta, piccole sillabe ma grandi primordiali suoni!

Arriva poi il momento scolastico, il primo asilo,  e beato quel bambino che, durante il suo percorso, ha la fortuna di incontrare un insegnante che stimola e apprezza i suoi vocalizzi!!

Nascono le prime imitazioni di canzoncine, è a questo punto che il giudizio dei genitori e degli educatori è fondamentale.

Bravo tesoro! Canta, canta! Che bravo che sei, cantiamo insieme! Queste frasi significano per il bambino: che bello cantare, cantare mi piace proprio e rende felici anche mamma e papà!

Il bambino cresce e frasi tipo: basta ti prego, sei stonato! No non si canta cosi, basta sei come una campana!  Per il bambino significa: è vero sono proprio stonato, non mi piace cantare e non piace neanche a mamma.

Dopo una quindicina di anni passati tra tentativi canori e apprezzamenti negativi, la voce si è racchiusa in un angoletto vicino al cuore del ragazzo, che, diventato adulto, non canterà più,  nella convinzione di creare anche un fastidio agli altri.

Peccato, però!

E mentre riflettiamo su tutto questo, vi consiglio un esercizio facile facile per iniziare a correggere e a far uscire da quel nascondiglio  segreto, la nostra voce.!

Iniziamo  a respirare lentamente senza gonfiare troppo la cassa toracica e senza alzare le spalle ma spingendo l’aria verso la pancia.

Tratteniamo l’aria per qualche secondo e poi cominciamo a svuotarci piano emettendo il suono della vocale ‘o’. Lentamente.

Prendiamoci tutto il tempo che ci occorre per fare l’esercizio. Poi dopo la ‘o’, eseguiamo lo stesso esercizio con la ‘a’, la ‘e’, la ‘i’ e la ‘u’……buon esercizio! E cerchiamo di aprire il lucchetto che custodisce la nostra voce!

Ritasy